kabod
KABOD?
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Che cosa significa? Come mai proprio questo nome da dare al nostro centro?
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Kabod nel testo originale ebraico dell’antico testamento era il termine che significava LA GLORIA DI DIO.
Più precisamente il termine gloria (sempre nell’antico testamento) si divideva strettamente in due termini: SHEKINAH e KABOD.
Per quanto riguarda il termine shekinah era inteso per definire la gloria di Dio manifesta; ovvero, come possiamo vedere in esodo 40 dal verso 34 al 38 la presenza di Dio (o la gloria di Dio appunto) scendeva nelle sembianze della nuvola incontrandosi con il suo popolo. Era proprio questo infatti lo scopo di questa manifestazione divina: Dio che scende sulla terra per incontrarsi con l’uomo per usargli misericordia e condurlo nelle sue vie. Figura del nuovo testamento con la comparsa del Signore Gesù.

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Per quanto riguarda il termine kabod, la cultura ebraica lo usava per intendere in modo specifico il peso della gloria (o la sua responsabilitĂ ).
Sotto l’antico patto, la gloria di Dio veniva rappresentata dall’arca dell’alleanza. Infatti la gloria dell’onnipotente era dove risiedeva l’arca e questa rendeva puntualmente il popolo di Dio vittorioso in tutte le sue imprese.

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Per questo motivo alcune civiltà nemiche come i filistei, spesso cercarono di privare Israele di questa potente testimonianza, convinti che così facendo avrebbero potuto infliggere la tanto desiderata sconfitta al popolo israeliano.
Le cose però non andarono a favore dei filistei perché Dio non approvò il loro gesto codardo e la presenza dell’arca nel loro mezzo, fu motivo di sciagura e maledizione (I Samuele 5).
Lo stesso popolo di Dio, se non era responsabile e avveduto nel trasportare l’arca e nell’avere a che fare con la Sua gloria rischiava di morire.
Infatti questo è successo davvero; come nell’episodio del servo del re Davide Uzzah che non fu avveduto nel trasporto dell’arca e morì colpito da Dio stesso (I Samuele 6:7).

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Molte volte preghiamo e cantiamo a Dio nelle nostre riunioni, dicendo frasi come “Signore facci vedere la Tua gloria!”. Ci rendiamo conto di ciò che stiamo chiedendo a Dio in quei momenti? Quel tipo di richiesta non ha a che fare solo con i miracoli, le benedizioni e tutto ciò che Dio ci può dare, ma chiede espressamente la manifestazione di Dio per tutto ciò che Lui è!
Ci vantiamo di possedere la verità sulle scritture, ma siamo così ignoranti da non capire che la Sua gloria non ci benedice…CI TRASFORMA!!
Purtroppo è comodo e facile chiedere di essere benedetti dal Signore, ma al contrario è difficile e scomodo chiedergli di essere trasformati dalla Sua gloria, perché richiede molti sacrifici e tantissime rinuncie!
Personalmente credo che il primo passo da fare per prepararci e predisporci a vedere la gloria del Signore in questa nazione sia prima di tutto ritornare al Suo timore santo. A volte questo termine può sembrare antico e religioso; eppure uno dei termini in cui si manifesta lo Spirito Santo è proprio “Spirito di timore dell’Eterno” (Isaia 11:2) .
Non c’è da meravigliarsi se la chiesa italiana al giorno d’oggi non sperimenta le vittoriose conquiste scritte nel libro degli atti degli apostoli. Non c’è il rispetto dovuto per le cose di Dio o, al massimo, viviamo un timore che è ora mai soltanto un precetto d’uomo (Isaia 29:13).
Ci fu un tempo, sotto l’antico patto, che le autorità che governavano sul popolo d’Israele persero il timore di Dio: ad un certo punto della storia, infatti, una donna presa dalle doglie di parto e da una profonda angoscia dovuta alla situazione del suo popolo, decise di chiamare suo figlio appena nato “Ikabod” cioè “la gloria si è dipartita” (I Samuele 4:21), perché non solo si era perso il timore del Signore, ma questo comportamento portò alla perdita dell’arca, di conseguenza la gloria di Dio non fu più con il Suo popolo per quel tempo.
E se la chiesa di quest’epoca si trovasse nella medesima situazione? Noi del centro cristiano, desideriamo che la chiesa italiana possa tornare al primo amore e al Suo dovuto rispetto. Dobbiamo renderci conto che sotto la grazia, cioè ora, i portatori della presenza di Dio e della Sua gloria siamo noi, Suoi figli.
Che Dio ci perdoni dandoci misericordia e aiuto per essere luminari di GesĂą in questi ultimi tempi avvolti da così fitte tenebre. Â
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Vostro in Cristo, past. Simone Di Chiara
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 14 Dicembre 2011 12:24)





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